Meglio in ufficio che in campo. Il 91% delle aziende toscane ha un livello di maturità digitale base, solo una su dieci si è spinta oltre la fatturazione elettronica, i sistemi aziendali di contabilità, la gestione delle informazioni aziendali, il marketing online e l’e-commerce. Agricoltura di precisione, intelligenza artificiale, sicurezza informatica, automazione, droni così come il monitoraggio delle colture sono un orizzonte ancora lontano per la gran parte delle aziende agricole della Toscana: l’8,2% ha raggiunto un livello di maturità medio, mentre solo lo 0,5% può essere considerato ad alta maturità digitale. Qui competenze, dati e tecnologia affiancano veramente gli agricoltori nella gestione quotidiana aiutandoli ad essere più competitivi e sostenibili: a produrre meglio e con meno. E’ lo spaccato fornito dal primo censimento promosso dal Polo dell’Innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti presentato in occasione dell’evento di lancio del progetto “Terra e Digitalizzazione: il quaderno di campagna nell’era AI” che si è tenuto al mercato di Porta San Frediano a Firenze.
I dati, che si basano su un campione diversificato di 400 imprese agricole, la metà under 40, hanno restituito un quadro in linea con il dato nazionale. Le capacità digitali delle imprese sono state valutate basandosi sulla valutazione di sei dimensioni tematiche: strategia digitale aziendale, stato di digitalizzazione, gestione dei dati, competenze, automazione ed intelligenza artificiale e digitalizzazione verde. “Il dato significativo che emerge, e che va letto positivamente, è che ogni impresa del campione toscano ha avviato, a modo suo e con intensità diverse, un percorso di trasformazione digitale. La maggioranza si trova in una fase start. – ha spiegato Roberto Mazzei, Capo Servizio Innovazione Coldiretti Nazionale – Il Polo dell’Innovazione di Coldiretti è nato proprio per questa ragione: accompagnare le imprese verso il processo di alfabetizzazione digitale. È un processo graduale e personalizzato che parte sempre da un’analisi attenta del proprio grado di digitalizzazione. Il punto di innesco sono sicuramente i supporti digitali di analisi e monitoraggio dei dati come per esempio i CRM evoluti negli agriturismi per la gestione degli ospiti. L’acquisto delle tecnologie appartiene alla fase successiva. Le imprese giovanili sono spesso le più mature”.
Ad ostacolare il salto digitale sono diversi fattori: In primis di natura istituzionale, burocratica e finanziaria: l’accesso alle agevolazioni risulta spesso troppo complesso (94%), i costi di investimento troppo alti (94,3%), improponibili per le imprese di piccole dimensioni ma anche legati a problemi di connettività in alcune aree rurali più interne segnalati dal 39,2%. Tra le criticità ci sono naturalmente anche la mancanza di competenze del titolare (26,2%) e del personale-collaboratori (27,7%).
Tra gli strumenti oggetto dell’incontro con gli imprenditori agricoli c’è il quaderno di campagna digitale. Oggi compilato appena dal 10% delle aziende. Uno strumento che permetterà di digitalizzare e tradurre successivamente tutte le informazioni raccolte mediante le piattaforme di farm management come Demetra: “Demetra, oltre a consentire la registrazione di tutti i dati, potrà aiutare l'imprenditore a prendere decisioni più rapide e precise grazie all’analisi dei dati raccolti. Il quaderno di campagna sarà sì un adempimento ma sarà una grossa opportunità per le aziende agricole. – ha spiegato il facilitatore digitale di Coldiretti Next, Lorenzo Pulerà – L’obiettivo è costruire un’azienda digitale, quello che noi definiamo in maniera puntuale, gemello digitale. Attraverso svariate tecnologie, dai satelliti alle centraline ai sistemi di supporto alle decisioni, gli agricoltori potranno osservare i loro terreni, gestire le informazioni raccolte e prendere decisioni puntuali. Questa è una rivoluzione inevitabile”.
L’iniziativa è finanziata dal bando SGR09 del Complemento di Sviluppo Rurale della Toscana – Akis4Farm.


