22 Ottobre 2020
GIUNTA REGIONALE TOSCANA. Istituito assessorato ad agroalimentare

Istituito l’assessorato regionale all’Agroalimentare che sarà guidato dal neo assessore regionale, Stefania Saccardi, a cui vanno i sinceri auguri di buon lavoro della Coldiretti Toscana. “Una promessa mantenuta dal presidente Giani di creare l’assessorato all’Agroalimentare che l’assessore Saccardi saprà ben governare per rafforzare la filiera agroalimentare Made in Toscana dal campo alla tavola, un assessorato con una trasversalità di deleghe, capace di mettere in atto e finanziare politiche incentivanti non solo per i singoli settori ma anche tra i singoli settori, dalla produzione alla trasformazione, dalle attività economiche e produttive  di filiera al turismo, fino alla grande distribuzione”, commenta con soddisfazione il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi.

Con le deleghe anche a caccia, pesca e aree interne, per Coldiretti Toscana ‘l’assessore Saccardi dovrà dare prioritariamente una stretta all’annoso problema della fauna selvatica con un provvedimento regionale che autorizzi l’agricoltore in possesso di licenza di caccia, in caso di mancanza d’intervento da parte della Polizia Provinciale – insiste il presidente Filippi - ad intervenire direttamente sul proprio fondo con tutti i mezzi previsti dalle azioni di controllo, oltre a riconoscere all’imprenditore agricolo venga riconosciuto il risarcimento del 100 % del danno accertato e quantificato”.

L’emergenza Covid-19 ha aggravato un bilancio fortemente negativo – aggiunge Coldiretti Toscana - incidendo su un tessuto imprenditoriale agroalimentare già fragile, erodendo liquidità per resistere e ripartire. In Toscana il fatturato è diminuito di oltre 37% rispetto all’anno precedente, una perdita secca superiore al dato nazionale di quasi 10 punti percentuali. Ciò significa che le nostre imprese agricole hanno subito più che in altre regioni d’Italia i gravi effetti economici indiretti della pandemia, con numeri da profondo rosso – insiste Coldiretti Toscana - per il settore florovivaistico, l’agriturismo e il comparto lattiero – caseario che hanno perso oltre l’80% del fatturato in 3 mesi.

“Servono interventi immediati per dare liquidità alle aziende – incalza il presidente Filippi - perché anche il settore della pesca, con l’azzeramento delle attività di ittiturismo e pescaturismo, è stremato. Il blocco degli ordini del pesce, con la vendita quasi esclusiva di pesce surgelato, ha praticamente bloccato un settore che in Toscana conta 1600 imprese e 25 milioni di fatturato, un patrimonio che concorre in maniera significata al valore complessivo dell’economia regionale che va salvaguardato in questo momento di crisi causata dal Coronavirus’.

E’ vitale un piano di incentivazione della forestazione – sottolinea Coldiretti Toscana - per l’ambiente e l’economia stessa della nostra regione che vede oltre 1 milione e  200 mila ettari occupati dal bosco, con un numero di imprese che sfiora le 13.000 unità con 40.000 addetti. Si tratta di un settore indispensabile per la Toscana con un valore di circa 600 milioni di euro, “per cui abbiamo chiesto la massima attenzione in un 2020 segnato fino ad ora da caldo e siccità, elementi di criticità che alzano considerevolmente il livello di allerta per gli incendi”, ha aggiunto Filippi.

Per un pieno sviluppo dell’agricoltura e dell’agroalimentare non si può prescindere dal ‘bene acqua’, come risorsa strategica per la collettività e un bene essenziale e insostituibile per le attività agricole, dove “sempre più spesso nei nostri territori ci troviamo a fare i conti con l’emergenza idrica frutto dei cambiamenti climatici in atto.

“Non è più rinviabile il potenziamento delle progettualità – aggiunge il presidente Filippi - in grado di ampliare la superficie irrigabile per ottenere una agricoltura di qualità con maggior valore aggiunto in grado anche di sviluppare maggiore occupazione. Al contempo serve la pianificazione di investimenti per il contenimento del rischio idrogeologico perseguendo strategie per la realizzazione di opere che recuperino le acque, traguardando l’obiettivo di ottenere il doppio risultato della corretta gestione delle acque e lo sfruttamento di queste a fini produttivi”.

Affinché le proposte di Coldiretti Toscana possano realizzarsi va data una spallata alla burocrazia che ‘ruba’ fino a 100 giorni l’anno al lavoro in azienda e rallenta la nascita di nuove attività imprenditoriali di giovani e donne, per cui il presidente Filippi ha chiesto al candidato Giani di “dare piena attuazione alla Legge regionale del 20 gennaio 2015, n. 7, con cui la Regione Toscana ha intrapreso un percorso orientato alla semplificazione dei procedimenti amministrativi in agricoltura, ma che ha bisogno di procedure attuative per non vanificare la spinta alla sburocratizzazione richiesta dalle imprese agricole della Toscana”, conclude il presidente Filippi.

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